Sono ormai passati quindici anni dalla scomparsa del più grande di tutti i tempi e probabilmente anche quello più amato. Ayrton Senna ha lasciato una traccia indelebile per tutti gli appassionati di motori, ma anche a chi amava semplicemente la sua persona. Sempre schietto e sincero, qualità rarissime in un mondo con tanti difetti come quello dello sport, ha affascinato e conquistato almeno tre generazioni con la sua voglia di primeggiare, la totale assenza di calcoli e la tenacia con la quale azzannava la preda, ovvero la vittoria, in qualunque condizione sia fisica che ambientale. Basti pensare ad Interlagos ’91, quando tenne dietro Patrese sotto il diluvio e con due marce, oppure al meraviglioso duello del ’92 con Mansell a Montecarlo, cioè casa Senna.A quindi anni di distanza è giusto ricordarlo con quelli che molti hanno definito il giro perfetto, quello in cui Ayrton fece un sol boccone di quattro avversari (tra cui Schumacher e Prost) a Donington, guarda caso sotto la pioggia. Ciao Ayrton, falli divertire anche lassù.

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