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  • Mar

Pericolo spam

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Mailbox with clipping path

C’è grande confusione legislativa, ad oggi, su uno degli aspetti principali legati al mondo dell’e-mail marketing, che per molti e-commerce resta il principale mezzo strategico per raggiungere target definiti e non. Una delle poche certezze è che una singola e-mail con contenuti promozionali inviata senza previo consenso ricade già nella definizione di SPAM. Non è un caso che il requisito minimo per sporgere una denuncia è l’aver ricevuto una sola e-mail, addirittura senza la necessità di dover dimostrare il mittente abbia pianificato e realizzato un invio di massa.

I problemi, tuttavia, sono a monte. Questa normativa, così come tante leggi nel nostro Paese, è soggetta a interpretazioni. In questo caso l’ambiguità ha un’origine bizzarra: non esiste, infatti, una “legge sullo spam”, né tantomeno una normativa in grado di definire chiaramente cosa sia lo spam. Il garante, ovvero l’unico soggetto dal quale si possono reperire informazioni navigando in Rete, si è limitato a parlare di e-mail con contenuto promozionale senza previo consenso, senza specificare mezzi o metodiche.

Manca una legge, non le multe. Facciano dunque attenzione gli esperti del settore, almeno fino a quando non si avrà un quadro più chiaro della situazione.

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